Comunque, anche se vi condannassero a un anno di reclusione perché avete fatto gli spiritosoni mettendo il nome di un altro nella vostra e-mail, state tranquilli e lasciate perdere quello che scrivono i giornali e dicono radio e tv: in Italia, a meno che non abbiate un avvocato completamente cretino, non vi farete neppure un’ora di carcere
December 2007
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Milano 2 intesa come la seconda squadra di Milano dal 1908. Luca Sofri nota le somiglianze fra Inter e Red Sox: quando ci sono di mezzo i grandi affari lo sport americano non è tanto diverso da quello italiano .
Mi hanno multato di un euro, come farò a sopravvivere? E come faranno Vodafone e Wind con queste terribili multe inflitte dall’Authority per pubblicità ingannevole? Più che multe, sembrano sistemi per istigare le compagnie telefoniche a continuare a fregare i clienti.
Sono nel periodo del moto di ripulsa verso uomini senza pudore, che trovano il modo di giustificare tutto (verso Pecoraro Scanio?) e che, quando sono chiamati a ridurre i propri stipendi, i propri privilegi e quello che guadagnano i manager che lavorano per loro, non lo fanno e si affrettano a dire che il problema non può essere lo stipendio di un parlamentare o di un manager.
Ipocriti ed egoisti sì, uomini politici di certo no: ho ancora un’opinione troppo alta della politica per considerare un politico chi siede in Parlamento (con qualche lodevole eccezione).
Posto che “web 2.0” per me è un espressione senza senso (è soltanto internet, più evoluta rispetto a 10 anni fa), Gigi Cogo fa una classifica interessante dei servizi 2.0 più gettonati e più utili dell’anno.
Quando un giornalista scrive, come ha fatto uno dell’Agi, frasi del genere deve essere licenziato per giusta causa. Non saper fare il proprio lavoro ed essere irrecuperabile a me pare una giusta causa. Ah, le frasi? Eccole:
“George W. Bush allunga la mano per stingere quella di Napolitano. Egli, allunga il braccio e quando Napolitano si fa avanti con la sua destra lui prende la rincorsa e manda la sua mano quasi a schiaffeggiare con energia quella dell’interlocutore. Qualcuno viene da Marte, e’ bene che se lo ricordino tutti.”
Qualcuno è disposto anche in Italia a lanciare un progetto come quello di NewAssignment.net, ossia tradurre il legalese nella propria lingua madre? State attenti a rispondere di sì, anche se mi piacerebbe che il progetto riuscisse: penso a come si sentirebbero tutti quegli avvocati che finora sogghignano perché, invece di fare la propria professione, hanno fatto i soldi proprio speculando sul linguaggio oscuro ed equivoco delle leggi.
Ma potrebbero essere stati gli ultimi a usare una macchina per scrivere all’esame di giornalisti. Se la proposta di cui parla Paolo Ferrandi andrà avanti ora i candidati potranno usare perfino il computer. Piano piano, ma anche noi giornalisti facciamo qualche progresso.
Diceva ieri un mio collega di cronaca giudiziaria che lui non è mai entrato in tribunale senza cravatta per un senso di rispetto per l’ambiente. A me invece, quando facevo la giudiziaria, bastava non essere trasandato. La mia idea di rispetto prescinde dalla cravatta.
Per quanto sia una costatazione amara, dobbiamo tener conto che ci sono vari Stati del mondo nei quali i cittadini, come dice Mario Tedeschini Lalli citando un sondaggio fatto per conto della Bbc, sono favorevoli a controlli sulla stampa per garantire la stabilità. E la Cina non c’entra, se era questo il vostro sospetto.
Storia di una patente scaduta da sette anni e del suo, diciamo, “smarrimento”.
Volete mettere la differenza fra antidolorifico, analgesico e painkiller?
(reblogged da Tlön)Non fu lui a dire: “È la somma che fa il totale”?
(via Andrea Pia)
Nei commenti a questo post di Massimo Mantellini, sui trucchetti usati soprattutto dai giornali italiani online per aumentare il numero di pagine viste e cercare di buggerare gli inserzionisti, c’è il link a un’estensione per Firefox che blocca il fastidioso refresh automatico.
Chissà, poi, se questi dati citati da Massimo Russo risentono del fenomeno del refresh. Russo, comunque, fin dal principio ammette onestamente che non si tratta di dati del tutto comparabili con quelli americani, sono soltanto indicatori di una tendenza (positiva per i giornali italiani).
Sono passati 38 anni dalla strage di piazza Fontana e 7 da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato la vittoria a George W. Bush contro Al Gore (il caso era stato discusso il giorno prima). Fu allora che uno dei giudici che dissentirono, John Paul Stevens, disse una frase tanto bella quanto amara per uno come me che, pur senza il paraocchi, ama gli Stati Uniti: “One thing, however, is certain. Although we may never know with complete certainty the identity of the winner of this year’s Presidential election, the identity of the loser is perfectly clear. It is the Nation’s confidence in the judge as an impartial guardian of the rule of law”.
Copio un’offerta di lavoro apparsa l’altro ieri su Linkedin, se vi interessa:
Copy Manager (Creative Writer/Editor) at The Wall Street Journal (Dow Jones & Co.)Location: Greater New York City Area
Apply Now Request ReferralQuando leggo uno Stefano Quintarelli così preoccupato comincio a preoccuparmi parecchio pure io. Anche se spero con tutte le mie forze che abbia completamente torto e sogno che il difetto di interoperabilità sia soltanto passeggero, un errore di calcolo di qualche manager.
Arrabattatevi pure per dimagrire, fare esercizio fisico, evitare lo stress o smettere di fumare, l’infarto non ve lo toglie nessuno.
Il blocco dei tir ha i suoi vantaggi: per esempio il fatto che molti automobilisti, rimasti quasi senza benzina o gasolio, hanno rinunciato a spostamenti inutili o si sono mossi insieme ad altre persone con la loro stessa meta. Vuoi vedere che i camionisti hanno scoperto come i politici potrebbero ridurre l’inquinamento? Mi piacerebbe andare a controllare i valori del pm10 in questi giorni.
Christian Rocca sostiene che in un’intervista alla Nbc l’ex sindaco di New York e candidato alla presidenza degli Stati Uniti era “pronto a rispondere a tono”. Non ho sentito l’intervista, ma dalle risposte citate da Rocca, invece, a me pare che Giuliani ne sia uscito malino.
Per una volta sarò realista: probabilmente non riuscirò a scriverne in modo esteso. L’articolo di Steve Outing su Editor & Publisher è però uno di quelli che meritano di non essere cancellati dalla memoria: “An Important Lesson About Grassroots Media”. In Italia ne parlano anche Mario Tedeschini Lalli e Harpo su Reporters.
E buoni pasto gratis per i ragazzi che prendono buoni voti (non so se sia uno stimolo per studiare, vista la pesantezza di certi cibi McDonald’s).
(via Advertising Age e Luca De Biase)
Stefania Passarella (Stefka Sosa su Second Life) qualche settimana fa era down (e ne aveva tutte le ragioni). Ora sta meglio, professionalmente parlando, e mette in vendita anche un biglietto aereo per il capodanno a Dublino (pubblicità gratuita, non prendo percentuali…).
C’è chi sta sperimentando il Voip sull’iPod Touch. Per adesso non è un gran successo, ma attendo fiducioso fino a che qualcuno non libererà da tutte le catene la versione 1.1.1 del mio iPhone.
Giuseppe Granieri ha dovuto annullare l’appuntamento di stasera ad unAcademy perché Stefano Rodotà, che avrebbe dovuto parlare sulla Costituzione di internet, non riuscirà a rientrare in tempo da Parigi. La conferenza forse si terrà un altro giorno, in ogni caso propongo un applauso (vero, non virtuale) a Giuseppe e di incontrarci comunque stasera in Accademia. Per parlare o per ballare o per parlare e ballare.
A me, per esempio, piacerebbe chiamare Elvira Berlingieri o Night Thursday e, anche se è lunedì, farmi spiegare qualcuno degli argomenti del diritto di Second Life di cui ha appena scritto su Apogeonline. Ma sono soltanto gusti personali (miei e di Antonio, vedo).
Gaspar Torriero questa sera non potrà essere alla conferenza sulla Costituzione per internet di Stefano Rodotà (a unAcademy su Second Life), ma suggerisce alcune domande da fare all’illustre relatore. Ecco l’ultima ma non la meno importante (insomma, the last but not the least):
“la Costituzione di Internet verrà sottoposta a referendum confermativo su internet? Altrimenti verrà vissuta come un ostacolo e verrà semplicemente aggirata.”Un’analisi di Elvira Berlingieri sulle leggi applicabili a Second Life (sì, perché i crimini ci sono anche lì, non è un piccolo paradiso senza legami con il mondo reale). Un tesoretto di tesi e di link da tenere a portata di mano, non si sa mai.
Un tema delicato, sul quale il Parlamento italiano sembra avere poche idee e confuse. Sempre più forte è anche la sensazione che si voglia sempre compiacere qualcuno, sull’onda delle emozioni del momento (si veda il caso del decreto anti-romeni), introducendo così norme a volte difficilmente compatibili l’una con l’altra. Oppure che siano sempre meno i tecnici del diritto che segnalano certe incongruenze ai ministri e ai parlamentari.
(via Daniele Minotti)
Non ditelo a nessuno, oggi è il compleanno di Stefano Hesse (via Facebook, che è diventata la mia nuova agenda per queste ricorrenze). Dodici in meno di me, beato lui…
Ci sono ben tre discoteche - una anche sull’acqua - nell’isola di Genesi su Second Life (quella dove c’è unAcademy, tanto per capirci, quella che stasera - e a me pare assurdo e paradossale - non rientrerà nello spazio Schengen per fare una cortesia a Repubblica.tv, che dovrà registrare la conversazione con Stefano Rodotà sulla Costituzione di internet). C’è musica anche intorno alla scacchiera davanti alla quale sono rimasto inutilmente seduto fino ad ora in attesa che si materializzasse un avversario, fifoni che non siete altro.
AGGIORNAMENTO DELLE 11.25 In realtà mi è stato spiegato che non è una cortesia a Repubblica.tv, ma un modo per evitare che le troppe presenze mandino in crash l’isola. E siccome non ho alcuna intenzione, proprio stasera, di dover uscire e non poter più rientrare, ben venga la chiusura temporanea. Se poi si va tutti a ballare, però… ;)
Massimo Mantellini ha scritto un bel “Contrappunti” per Punto Informatico per descrivere il triste e drammatico rapporto della nostra classe dirigente con internet e il mondo digitale:
“Perché per esempio solo in Italia è necessario fornire un documento per collegarsi ad una rete wifi? Siamo forse più accorti o più rigorosi dei nostri vicini di casa europei? Siamo più attenti alla lotta al terrorismo dei tedeschi o degli inglesi? Suvvia, non ci crede nessuno. Iniziamo ad abrogare le leggi stupide (o anche solo i commi stupidi o i singoli articoli di legge stupidi) che abbiamo partorito in abbondante quantità in questi anni. E copiamo le norme intelligenti degli altri. Diamo un piccolo segnale di umiltà su modeste questioni, se non siamo in grado di mettere mano a quelle grosse.”
L’ho già scritto somewhere, ma continua ad affascinarmi l’espressione incredula della mia gatta quando cambio vestito o quando parlo prima in italiano e poi in inglese. Secondo me si chiede come mai gli umani sono così arretrati da aver bisogno di più di un abito e di più di una lingua.
Luca Sofri spiega perché la deontologia non può essere applicata ai giornali di moda. Salvo qualche passaggio secondario (quello su Vogue o sul fotografo di una copertina) ha sostanzialmente ragione. Concludo anch’io: “I codici etici lasciamoli a cose più delicate”.
Se volete leggere qualcosa per essere più preparati alla conversazione sulla “Costituzione di internet” che Stefano Rodotà terrà domani alle 21 nella Conference Hall di unAcademy, su Second Life, avete due possibilità: o leggervi il post di presentazione di Giuseppe Granieri e seguire i link o leggere il blog di Elena - Velas. O, meglio di tutto, fare entrambe le cose.
Ieri sera passeggiavo verso il parcheggio con il nuovo iPhone (peccato che per la versione 1.1.1 non sia ancora “disponibile” la parte telefonica…) e stavo cercando una connessione wi-fi quando ne ho scoperta una che il proprietario aveva ribattezzato “fatti i cazzi tuoi”. Criptata, ovviamente.
Crossposting con “Se una notte d’inverno un giornalista“
Copio e incollo da un lancio dell’Ansa di ieri:
SAVOIA:MEDICO PROPONE CLASS ACTION POPOLO EBRAICO PER DANNI
(ANSA) - TREVISO, 7 DIC - Una causa collettiva da parte del popolo ebraico contro i Savoia in relazione alle leggi razziali del 1938. La possibilità di dare vita a una class action è stata avanzata nel corso di un incontro svoltosi a Roma all’Unione delle Comunità Ebraiche da Ilan Brauner, un medico israeliano da tempo residente nel trevigiano. «Il fulcro della denuncia - come ha spiegato Brauner alla ‘Tribuna di Treviso’ - saranno le leggi razziali contro gli ebrei del 1938».
Neppure una parola per dire che la class action in Italia non esiste ancora, che il Governo sta modificando il testo della proposta di giorno in giorno (si veda il Sole 24 Ore) e che, comunque, se passerà sarà riservata a un determinato gruppo di associazioni, non a chiunque. Sarà difficile continuare a difendere giornalisti che scrivono così, tanto per fare un po’ di effetto (parlare di “class action” va di moda), e non per informare.
Ha cominciato con un blog che ha appena rigenerato, poi ha scoperto il tumblr e ora ha aperto il secondo tumblr, per rendere omaggio al suo nick su Second Life. Così Elvira Berlingieri si è trasformata prima in Elvira e ora in Night Thursday, come una farfalla che svolazza di identità in identità. Vuole farmi concorrenza, visto che fino a qualche mese fa un amico amava soprannominarmi “mister cinque blog”.
Dopo settimane e settimane di incessante attività “rubro signanda lapillo” si prende un giorno di vacanza. I motivi sono indipendenti dalla volontà del blog, ma strettamente legati al poco tempo a disposizione del suo presunto proprietario. A presto.
Da una parte il Partito democratico, dall’altra discussioni su scissioni, federazioni, falce e martello. E il peggior capitalismo va avanti.
(ottima la sintesi di Alessandro Gilioli)
Nielsen sta sviluppando un sistema che controllerà la diffusione su internet di materiale sotto copyright. Posso pensare che sia fatica sprecata e che Nielsen sia rimasta indietro almeno di una generazione, ma alla fine la cosa mi interessa davvero poco. Fatti suoi e di chi vorrà pagare Nielsen per questo servizio di “polizia sull’web”.
Un ingegnere muore e finisce all’inferno.
Trovatosi di fronte a Satana, protesta “Ma io sono un ingegnere, che ci faccio qui all’inferno”?
E Satana “Taci e non discutere”.
L’inferno e’, effettivamente un inferno: caldo, fumi, lava; e, cosi’, l’ingegnere decide di fare qualcosa.
Progetta un impianto di condizionamento, prende un po’ di dannati e dirige i lavori. All’inferno, ora, c’e’ un bel fresco.
Poi, si rende conto che non si puo’ fare il bagno nella lava… Ci pensa un po’, progetta una bella piscina, la realizza con il suo cantiere. Favoloso! Una piscina con tanto di bar galleggiante.
E il fumo? Non si respira. Ecco pensato un impianto di aspirazione. Realizzato in un attimo.
Un giorno, San Pietro telefona a Satana: “Senti, non e’ che, per caso… hai un ingegnere? Sai, lo aspettavamo e non e’ mai arrivato…”.
- “No, San, non c’e’”.
- “Senti, non raccontare storie. Sappiamo benissimo che e’ da te, per sbaglio. Se non me lo rimandi entro cinque minuti, ti cito in giudizio con i migliori avvocati”.
“E dove lo trovi un avvocato in paradiso”?
(via Daniele Minotti, avvocato)
Gregorj e Loska chiudono un blog con il quale a volte non ero d’accordo ma che leggevo sempre perché aveva spesso - rara avis - spunti intelligenti. Non lo so perché lo facciano, ma un po’ mi mancherà (se non è uno scherzo pure questo).
“Sarà un’occasione per riflettere su un mondo, quello dei mezzi di comunicazione di massa, ancora sconosciuto per gran parte degli adulti e che necessità di regole condivise e non censorie” (dal Corriere Adriatico, citato nel blog di Fabio Giglietto)
Lettera di Silvio Berlusconi a Bettino Craxi (ottobre 1984) dopo il decreto sulle televisioni: “Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio”.
Negli amati Stati Uniti credo che un politico sarebbe costretto a dimettersi. Vedremo in Italia.
P.s. Scusate la noia ma, vedendo il rilievo dedicato dai giornali, il paragone con Giorgio Bettio mi è venuto spontaneo.
Bettio, se fortunatamente non lo ricordate più, è il leghista di Treviso che ha avuto il suo momento di celebrità sproloquiando sulle SS.
Qual è il modo migliore per trattarlo? Reagire con sdegno e manifestazioni in piazza? Ignorarlo con il silenzio (come ha fatto la minoranza in consiglio comunale, approvata da Massimo Gramellini)? Il consiglio migliore e più ironico è in una mail che mi ha inviato Paolo Ferrandi: “Andrebbe aiutato con uno psicologo per farlo uscire dal suo inferno privato, perché una vita così piena di rancore non deve essere felice”.