Anche gli Stati Uniti hanno qualche problema con lo smaltimento delle scorie radioattive. Just for information.
February 2008
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Purtroppo c’è sempre la pecora nera che rovina la reputazione di noi cronisti ed ex cronisti di giudiziaria:
“Ieri mi ha chiamato una collega tutta inferocita perche’ aveva saputo che un suo cliente era stato mantenuto in carcere. Molto ingiustamente, secondo lei che conosceva bene il caso.
Oggi mi ha richiamato per dirmi, felice, che questa notizia, anticipatale da un giornalista (e chissa’ da quale fonte…), non era vera (oltre che prematura…).”
(via Daniele Minotti)
Non mi interessa con chi fa gli accordi il Pd, non mi interessa (in questo momento) sapere se lo faccia con un partito presentabile o meno. Mi interessa ricordare che Veltroni aveva promesso che avrebbe fatto la corsa da solo e che adesso ha accettato Di Pietro, con tanto di simbolo. Se andrà avanti così, se per caso (ma proprio per caso) dovesse vincere le elezioni, sarebbe capace di rifarmi il pentapartito. Mi dispiace, di questo Walter non mi fido, il 13 aprile probabilmente me ne starò a casa a leggere un libro.
“La busta paga potrà essere consegnata attraverso la posta elettronica. Finora questo accadeva nella Pubblica Amministrazione (…) ma dopo la risposta del Ministero del Lavoro a un’interpellanza, anche il settore privato potrà avvalersi dello stesso sistema. I dettagli qui.”
(via Dario Banfi)
Io sogno che accada anche da me e aspetto di vedere la faccia di alcuni miei colleghi - non quelli vecchi, parlo di gente di 40-50 anni che non sa spedire un allegato via e-mail - la prima volta che riceveranno il pdf.
Che cosa non si fa per avere una scusa per andare a Firenze a mangiare a sbafo un paio di panini (o forse tre) con il lampredotto. Certo che, se ci becca Luca De Biase e ci interroga a salti sull’economia del dono, ci squalifica per un anno senza appello ;)
Ossia: c’è ancora chi crede nella politica. Politica ho detto, non quella cosa che avete fatto voi per qualche decina d’anni (via Vanità di vanità).
“la legge federale Roe v. Wade sancisce il diritto all’interruzione della gravidanza”. Un po’ di confusione del Corriere della Sera fra una sentenza e una legge, non si può essere sempre perfetti.
(via Christian Rocca)
Dopo aver copiato il motto a Barack Obama (“Yes we can” è diventato “Si può fare”), il Partito democratico ora scriverà sul proprio sito “Si. Può. Fare”? Probabile, visto che l’ultimo aggiornamento del sito di Obama, quello sui risultati del Maine, si conclude in home page con “Yes. We. Can”.
Dichiarazione di voto: nonostante Hillary Rodham Clinton sia ancora avanti nel numero di delegati, si spera in Obama e si voterà per il Pd (come alternativa avrei soltanto non andare a votare, e non è una soluzione così lontana).
Sentita pochi minuti fa al Tg3 in un servizio su Italia - Inghilterra di rugby. L’intervistatrice mostra alcuni tifosi inglesi arrivati a Roma e rivela una cosa sconcertante: «Uno di loro ci dice che qui il tempo è bello, meglio che in Inghilterra». Come dire che in Germania si parla il tedesco meglio che in Spagna.
Una delle cose più divertenti quando si sente parlare di Barack Obama è la percezione che per molti italiani non sia semplicemente un progressista ma una sorta di comunista americano che sarebbe candidato anche da Bertinotti o da Diliberto. Obama è un pacifista, ma ai pacifisti nostrani bisognerebbe far leggere, per esempio, questo passaggio del suo programma sull’esercito: “We have learned from Iraq that our military needs more men and women in uniform to reduce the strain on our active force. Obama will increase the size of ground forces, adding 65,000 soldiers to the Army and 27,000 Marines”.
Perché quando i giornali online pubblicano foto di bellezze terrene (oggi, per esempio, Corriere.it ha in alto la galleria di Lindsay Lohan) pubblicano per lo più foto di donne? Mica voglio suggerire al Corriere (e a Repubblica e alla Stampa) di cambiare, a me sta benissimo, però forse non la pensano nello stesso modo tutte le donne che vivono in Italia e che sono la maggioranza rispetto agli uomini (dovrei parlare solo di eterosessuali, ma la percentuale di omosessuali non credo ribalti il rapporto). O forse Corriere, Repubblica e Stampa credono che le donne siano meno frivole e non guardino le gallerie di maschietti? O forse le gallerie sono fatte principalmente da giornalisti maschi?
(da un profilo su Facebook)
6:00 Alarm. 6:15 Blowjob. 6:30 Massive dump while reading the sports section. 7:00 Breakfast. Filet Mignon, eggs, toast and coffee. 7:30 Limo arrives. 7:45 Bloody Mary en route to airport. 8:15 Private jet to Augusta, Georgia. 9:30 Limo to Augusta National Golf Club. 9:45 Play front nine at Augusta, finish 2 under par. 11:45 Lunch. 2 dozen oysters on the half shell. 3 Heinekens.
12:15 Blowjob. 12:30 Play back nine at Augusta, finish 4 under par. 2:15 Limo back to airport. Drink 2 Bombay martinis. 2:30 Private jet to Nassau, Bahamas. Nap. 3:15 Late afternoon fishing excursion with topless female crew. 4:30 Catch world record light tackle marlin -1249 lbs. 5:00 Jet back home. En route, get massage from naked supermodel. 7:00 Dinner. Lobster appetizers, 1963 Dom Perignon, 20 Oz. New York strip steak.
9:00 Relax after dinner with 1789 Augler Cognac and Cohiba Cuban cigar. 10:00 Have sex with two 18 year old nymphomaniacs. 11:00 Massage and Jacuzzi. 11:45 Go to bed. 11:50 Let loose a 12 second, 4 octave fart. Watch the dog leave the room. 11:55 Laugh yourself to sleep.
Un grazie a Paolo Valdemarin, Sergio Maistrello, Beniamino Pagliaro e tutti i loro collaboratori, che hanno messo in piedi un evento davvero molto interessante e stimolante. E arrivederci alla prossima edizione.
“Intanto un giornalista inglese, Nick Davies, ha scritto un libro sulle notizie false pubblicate dai quotidiani del suo paese. Ha commissionato uno studio per cui l’88% di ciò che viene pubblicato arriva da fonti esterne al giornale: notizie di agenzia, comunicati stampa, sondaggi, eccetera. Solo il 12% delle storie è stato raccolto dai giornalisti interni al giornale. E questa è una notizia vera.”
(da Luca Sofri - Wittgenstein)
Luca De Biase è un giornalista ed è destinato (speriamo) a restare, i giornali (specialmente quelli su carta) possono sparire.
(elaborazione mia su input di Luca De Biase a State of the Net)
Solo ora mi rendo conto che, se vado avanti così, qualcuno potrebbe inventare l’espressione livetumblring. Però non sono riuscito a resistere: questo “State of the Net” (tag stateofthenet, don’t forget) is really interesting and appealing.
P.s. Il vero liveblogging lo sta facendo Antonio Sofi, con il determinante contributo di Antonella Napolitano, battuta per un minuto nella segnalazione del post di Joshua Levy ;) E se volete la diretta, andate sul sito di State of the Net.
“Sifry says that on the web, Italy is in the place the U.S. was five years ago; the UK is two years behind” (Joshua Levy su TechPresident da Udine, at the foot the Italian Alps).
There’s nothing new at all in today’s New York Times story about the failing newspaper industry. (…) I’ll throw in my two cents shortly. But I want to hear: what would you do if you owned a newspaper?
(by Jeff Jarvis)
Qui sta nascendo qualcosa di importante, stay tuned.
(by Luca De Biase)
Sono a Udine a State of the Net da qualche ora e ho scoperto che c’è troppa gente interessante da conoscere: due giorni non mi basteranno.
Ci vediamo fra qualche ora a Udine. A dopo.
Fate come Valentino Rossi: non pagate le tasse. Oppure, se proprio volete fare gli onesti senza finire sui giornali bollati da evasori fiscali, pagate un quinto di quello che vi è stato chiesto.
Ma un grande balzo per noi che crediamo nell’efficacia della liberazione degli archivi dei giornali online (si veda anche il gruppo su Facebook). E onore al Corriere che, nonostante qualche recente scivolata (si veda la storia di Paulthewineguy e delle sue opere su Flickr), è più avanti di altri e mi permette ora di leggere gli ultimi 16 anni gratuitamente.
Non ve l’aspettavate, vero? Non è che sia diventato leghista, è che anch’io ho la sensazione che alla Camera e al Senato stessero preparando qualche trucchetto. Speriamo che ora si vergognino un po’.
“Basta, mi fermo perchè rischio di intristirmi. Ti confido che ricordo i tuoi anni al Gazzettino con angoscia e dolore. Vorrei fosse così anche per te.” Antonello Calia scrive una lettera all’ex direttore del suo e del mio giornale per ricordargli qualche episodio di cui non si trova traccia in “Casta stampata”. Sottoscrivo (e penso anch’io che Bacialli non fosse proprio la persona ideale per scrivere quel libro).
Repubblica.it nel titolo principale: “Barack Obama mantiene un vantaggio su Hillary in termini di stati vinti”.
In questa mappa multimediale del New York Times non c’è soltanto l’idea di dar voce agli elettori delle Primarie americane, c’è anche una realizzazione tecnica ed estetica meravigliosa.
John McCain secondo Luca Vanzella: “E ha 71 anni: troppo vecchio per due mandati, e troppo old establishment (ha alle spalle 25 anni tra Congresso e Senato)”. Giorgio Napolitano, invece (fonte Wikipedia), ha 82 anni ed è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1953, ossia quasi 55 anni fa. Per la serie: anche l’età è un fattore relativo, dipende dallo Stato in cui sei nato.
Qualcuno sa che fine ha fatto La Persona Depressa? Ultimo post conosciuto: 15 novembre 2007. (Intanto la tv resta accesa sulla Cnn, ma i risultati del Super Tuesday delle Primarie americane li sto seguendo sui siti internet di mainstream media: quello del New York Times, quello dell’Washington Post e quello di Msnbc)
Eccovi 217 (per ora) buoni motivi per essere a Udine venerdì e sabato per State of the Net.
Ci vediamo stasera alle 22 a UnAcademy, su Second Life, con Pasquale Ferrara, Paolo Ferrandi e Antonio Sofi. Buona giornata a tutti :)
Ad Ars Technica il MacBook Air non è piaciuto moltissimo. Oh, certo, bella estetica e bei materiali, ma il mi tengo stretto ancora il mio MacBook. E ora Manuel ha anche la risposta per suo fratello (questa la capiamo soltanto io e Manuel, non preoccupatevi).
Anche Sir Drake scrive sul post di Massimo Mantellini che parla del ragazzo che prende due euro e mezzo a pezzo. Io mi stupisco che ci sia chi si stupisce (le cose sono note da anni, ma noi giornalisti, che ficchiamo il naso dappertutto, lo facciamo un po’ meno del dovuto nelle cose che ci riguardano). Comunque Alfredo ha ragione in parte: è vero che gli editori vorrebbero giornalisti precari anche per poter guadagnare di più e controllare meglio la stampa, è altrettanto vero che conosco vari colleghi che fanno di tutto per dare loro ragione.
Perchè una software company che fa cose vecchie dovrebbe, acquisendo una media company, riuscire a contrastare l’unica vera web company al mondo? Perchè parlano tutti ancora di search marketing quando Google ha stravinto la partita grazie ad Adsense? Non è chiaro a tutti che è meglio vendere pubblicità su siti altrui - Adsense, appunto - che non gestire i propri siti, e peggio ancora dover prima fare una fusione di due web property largamente sovrapposte? La cosa più intelligente che ho letto l’ha scritta Andy Baio - in soli 140 caratteri su twitter. (Massimo Moruzzi - dotcoma)
A proposito: ecco la cosa intelligente: “It’s like tying the Titanic to the iceberg. It’d keep you from sinking just long enough to freeze to death”.
Le notizie impeccabili in alta uniforme, perfettamente allineate nell’immenso cortile del Palazzo, aspettano di essere passate in rivista. Si sono tutte offerte volontarie, ma pochissime verranno scelte. Sui loro volti c’è tensione. Quella notizia che ieri per un attimo mi aveva guardato negli occhi, al ristorante, oggi l’ho rivista di nuovo. Stava parlando con uno, rideva ma sembrava triste. Quando si è alzata, mi è venuta voglia di seguirla.
(via Gaspar Torriero)
New England, la stagione perfetta può attendere.
La regola della vittoria per tre punti nei quattro Super Bowl ai quali hanno partecipato dal 2002 in poi è stata rispettata, ma stavolta i Patriots l’hanno subita. E così due fratelli, Peyton Manning ed Eli Manning, sono stati quarterback vittoriosi - e probabilmente anche mvp - in due Super Bowl consecutivi.
Ora vado a dormire quelle poche ore che mi restano.
“Oggi mia moglie mi diceva che il figlio di una vicina di casa di sua madre (bravo ragazzo laureato in Scienze della Comunicazione che sogna di diventare giornalista) scrive finalmente sulla stampa locale alla bella cifra di 2,5 euro ad articolo”.
(via Massimo Mantellini)
Non servirà a niente, ma una segnalazione all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna io la manderei, chiedendo che sia rispettata la dignità della professione. Altrimenti perché dovremmo pagare cento euro all’anno?
Sono un tipo antisociale, non ho voglia di far niente, sulle scatole mi sta tutta la gente
Però quando ricevo un messaggio su Linkedin al quale per distrazione non rispondo e poi dopo qualche giorno mi trovo un sollecito su Facebook, ecco allora penso che stiamo prendendo una deriva socialmente pericolosa…” —Marco Mazzei - Noi, Guccini e i social network
“L’università La Sapienza di Roma è ultima nella classifica mondiale delle università, ha annunciato Studio Aperto (nella classifica in esame, La Sapienza è centesima su cinquecento atenei considerati e prima delle italiane: ma Wikipedia - la fonte di Studio Aperto - elenca solo le prime cento posizioni)”
(via Luca Sofri)