Jan 26, 2009
1:47am
Ho una sensazione di tragico dejavu, come se le varie questioni che in questo blog abbiamo indicato e discusso a partire dal post esplicativo di oltre cinque anni fa, si siano avvitate su se stesse. Nel frattempo sono aumentati, graziaddio, i blog e gli osservatori delle evoluzioni della stampa internazionale (e interna) e io ho qualche problema a capire di che cosa parlare. Tutto mi sembra già detto, discusso, superato — anche se quasi tutto mi sembra altresì non digerito e poco applicato.
Chi legge qui sa che questo è un blog pochissimo “blogghico”, nel senso almeno dello stile dei blog che si vorrebbe più “personale”, ma - diciamo qui a Roma - quando ce vo’ ce vo’ e allora ecco a voi qualche riga di dubbioso piagnisteo. Magari domani troverò qualcosa d’altro su cui postare, ma intanto mi sembra di essere in panne, con le vele che afflosciate - come peraltro tutto il giornalismo internazionale, per non parlare di quello nostrano.
No, forse non ce la facciamo a tirarci su per i capelli. - Queste parole di Mario Tedeschini Lalli si applicano anche al mio silenzio di questi ultimi mesi
Chi legge qui sa che questo è un blog pochissimo “blogghico”, nel senso almeno dello stile dei blog che si vorrebbe più “personale”, ma - diciamo qui a Roma - quando ce vo’ ce vo’ e allora ecco a voi qualche riga di dubbioso piagnisteo. Magari domani troverò qualcosa d’altro su cui postare, ma intanto mi sembra di essere in panne, con le vele che afflosciate - come peraltro tutto il giornalismo internazionale, per non parlare di quello nostrano.
No, forse non ce la facciamo a tirarci su per i capelli. - Queste parole di Mario Tedeschini Lalli si applicano anche al mio silenzio di questi ultimi mesi
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